Il nano Dogh

diego_velazquez_sebastian-m


Il nano Dhogh

Un bosco. Alberi come padri eterni.
Funghi, capanne per piccoli folleti. Fiori.
Sapori d’ambra. Resina come miele.
Frammenti di roccia, come poltrone per saggi.

Canti, d’uccelli mistici. Soavi. Dolci,
come sinfonie d’un grammofono antico.
Lucertole, come piccoli mostri – mutanti.
Il vento, come carezze d’amore.

Dhogh. Solo, fra i suoi pensieri.
Assaporava il mattino, con piccoli sorsi.
Con la sua barba, sciolta sul grembo.
Color ruggine, sporca. Umile.

Era li, fuggito dalla corte. Dalle beffe,
dalle risate, di uomini alti. Normali.
Era piccolo, deforme. Era, «il mostro».
Le lacrime non bastavano. Solo il silenzio.

Era lì, nel bosco, appeso.
Sotto il braccio, d’un padre eterno.


Licenza Creative Commons
Il nano Dogh diAnasse Nabil è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...