La mosca

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La mosca

Aveva dormito poco, una notte passata a lavorare sui circuiti di un nuovo modello di BioBot fece sì che il sonno passasse in secondo piano. Alfred si coricò all’alba, in una calda e umida giornata d’estate, mentre le sue palpebre vibravano dispettose – per via delle svariate tazze di caffè che aveva bevuto – e un piccolo ronzio fece eco nella stanza, Al non ci fece caso e cercò di prendere sonno. Il ronzio, sempre più disturbante e forte, continuava a squarciare il silenzio che il povero dottore stava cercando, aprì istintivamente un occhio ma nulla, il ronzio sparì e si rimise a dormire. Oramai gli uccelli avevano iniziato il canto mattutino quando Alfred prese sonno, fino a che dopo svariati minuti il ronzio tornò; questa volta la mosca si posò sul suo naso. Sentì un leggero ma fastidioso solletico e aprì gli occhi, era lì proprio davanti a lui. Su tutte le furie si alzò dal letto e fu così che la giornata di Alfred cominciò male.


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La mosca diAnasse Nabil è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

 

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