Il paranoide

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Il paranoide

Sono passati sette minuti,
Ho la vista che pulsa,
Distorta,
Quel cappello l’ho già visto,
Bevo un sorso
Di spazzatura liquida,
Rido.
Perché sto ridendo?
La settimana scorsa ero qui,
Nella stessa posizione,
Nello stesso contesto,
Facevo la stessa cosa.
Un altro per favore.
E poi, quel tale, chi diavolo è?
Il pianista,
Nell’angolo a fianco di quella bionda,
Folleggia in virtuosismi cosmici.
E lui,
Con il cappello,
Con il sigaro,
Con gli occhiali da dottore,
Mi fissa.
Ne sono certo.
Ieri,
Verso le 03:00 a.m.
Ho acceso il grammofono,
Guardavo fuori dalla finestra,
Venature di pioggia sul vetro,
Fluivano come sangue,
Trasparente,
Barboni ubriachi ondeggiavano in danze tribali,
Io fumavo,
Pensavo alla pioggia,
E a quando finirà di cadere.
Curioso,
Penso alla stessa cosa ora,
A quando quell’uomo dal cappello uguale al mio,
Finirà di spiarmi.

 


Licenza Creative Commons
Il paranoide diAnasse Nabil è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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