Morbo.

Beksinski - kartiny -084

Zdzisław Beksiński


Morbo.

Concepito per stare dove il tempo, la terra ed il pianto interminabile venivano solcati dai grossi piedi del buio, rompendo e canticchiando canzoni da ciurma e rum, mentre ere di follia umana stavano per nascere. Quel morbo che va galoppando sui cavalli fantasma dell’io, sulla polvere dell’ultimo chiamato in guerra, quello che calpesta con gli zoccoli il cranio di pochi sapienti, ridendo, ed il gracchìo come corvi putridi si faceva sempre meno nitido, insediatosi ormai nel conscio inginocchiato. Poi alcune brevi sonate, soffocanti s’arrampicavano sui pentagrammi, defluendo poi in basso, cadendo infinitamente in basso senza mai morire del tutto. Esplosioni di lunghi capelli secchi e contorti, s’intersecavano tuffandosi nel testone, diramanti come radici, aggrappati ad unghie confitte sulla sua noce. E poco sopra, dei ratti dal pelo color ametista, dalle lunghe code come vermi appuntiti, sbranavano piccole speranze. Quell’omuncolo allo stato embrionale, non ancora caratterizzato da questa dimensione, ma cosciente, pianse a volto in giù inalando il miasma di quel che era il suo corpo. Ed il dolce canto dei flauti, fece danzare nei cieli i rapaci del tempo, che lo portarono nei nidi del futuro, pendendo dai loro becchi.


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Morbo. diAnasse Nabil è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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