Idioma

Foto1

Nella foto: io(sax) e Morgan(flauto)


Idioma

Noci si scompongono in fretta e furia
agonizzano i capillari dell’insonne sotto le stelle
guardando indietro nel tempo quelle piccole luci ormai spente e
menzogne sventrano elettroni con saltelli e fraseggi piangendo
senza pianificare nulla, fatti senza,
vuoti di luce, oscurati in astinenza e tuorli d’uovo spalmati sui
loro corpi nudi sotto al letto
sviscerando la verità accatastati e gli urlatori sugli sgabelli senza toccare terra
sovrappongono dimensioni sbranando ossigeno
facendosi udire dagli stolti
rimpicciolendosi in ominidi e soffocando sbattuti fra di loro per i capelli
come i coglioni in uno scroto che è
la realtà
poi vetri e polpastrelli confluiscono in vinavil e demenza
con ventre sul materasso mentre eiacula amore, sbuffando eleganza
sui capelli dell’ossigenato rugoso
e robot muta forma a cavallo sulle tempeste
a dettare compiti
e fresche foglie di primavera con antenne e canali TV
senza trasmissione, come ratti in missione del morbo occidentale
ed il blues seduto sugli onesti fuma Cubano
nelle prime ore dell’operaio, e nebbia, in solitudine vagabondo
io stesso che ignoro le particelle del cosmo umido, soffoco,
muoio,
rinasco dalla risata di aracnidi ad otto zampe e maestri dell’imbroglio
chiamati dal fluido succo purpureo come vampiri
assetati ed idioti al contempo
trafitti dagli arcangeli sodomiti
sulle chiappe bruciacchiate d’inferno
e son mostruosi, dal ghigno feroce, mostrarono l’assenza di testicoli,
ossidati senza nessun accenno, sparsi di verdognolo come vomito fresco
mentre uomini in grembo piangono strafatti
e l’ultima luna brillerà finché spie oscure non sapranno trascriverne i
filosofismi accurati, stando ricurvi su papiro e piuma sorseggiando
vino prezioso
nelle bocche dei pellicani anziani con cazzo in mano,
idro-massaggiati dai serpenti di Medusa, impauriti
dai suoi occhi
attratti dal suo seno
mentre gelato alla merda si squaglia ed insetti s’incontrano
come piccoli ritrovi famigliari estivi di puzzolenti obesi e formiche,
contaminando uccelli appassiti che non cinguettano più dall’ultimo
tuono, e vagine come caverne per Smigol con tanto di pesce,
ed elettrico ectoplasma svanisce
e si scompongono di nuovo in maiali in punta di piedini
sulle piramidi innevate, nascosti nel fumo elogiando il mio tesoro
privi di peluria,
poi astratto e conclusioni combattono
esplodono in swing deframmentandosi in BeBop
e fantasmi dai volti nostri compaiono dal miasma
rompendosi e perdendo acqua dalla fronte come ciccioni sudati,
cervelloni, e modesti fumatori di narghilè ed erba in quasba con puttane
ed estasi babilonese nell’uomo scimpanzé che ci assomiglia,affamato e codardo
coi piedi poggiati in suole macinate dal tempo
attendono che il falò si spenga
ed un curioso gatto
arrampicandosi agilmente su corna di cervo mentre lucertole senza vista
aspettano il sole che mai vedranno,
rigenera la realtà lucida,
ma ne sentiranno l’energia per trasformare l’arranco in corsa
sulla sabbia gelida con sirena e sassofono e flauto
poco prima
quando l’occhio del cielo entrò nella sua dimora d’inchiostro
sangue e poesia scioglieva sull’acqua secca beatitudine
e quasi sembrava asciutto il mare
nelle ore del misterioso omuncolo che fantastica un futuro
e l’impuro amico batteva a macchina storie di belle giornate
e poi venivano lette per averne l’immagine,
ma solo quello, e comunque affogano nell’arida terra
anche senz’acqua né liquidi, rincorsi dai vegani cannibali di quest’era
mutati in droidi, con foulard e turbante a trotto sui cammelli d’oro
aspirando successo dalle lunghe pipe imboccate
e rughe che sembrano di roccia sul derma olivastro
delineano i volti dei loro alter ego in un semplice sorriso
ed il nero attorno i loro occhi esalta il bianco dei bulbi
acutizzando pupille nervose
verso quell’acqua che non c’è.
§


Licenza Creative Commons
Idioma diAnasse Nabil è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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