Notturna

043 - UZFln

Zdzisław Beksiński


Notturna

Alcuni frammenti di petalo color senape si aggrovigliano nel vento, urtano le grondaie dei loculi depressi nel grande prisma di vetro, ed un lungo sussurro d’ossigeno li spinge alla demenza. Collidono goffamente lungo le pareti, diretti verso il cielo, appassendo poco prima di toccare il primo raggio di luna. Poco sotto dei capelli incolore violentano ogni sogno, lei, con il capo fuori dalla finestra, sputacchia baci bordeaux all’amante sotto casa, con sguardo di innocente menefreghismo. Poi briciole con la testa, le gambe e le braccia si muovono, sparsi qua e là per le strade, quelli del grande pane sofisticato. Poco più in là invece, una macchia di natura soffocata da due serpenti d’asfalto sorregge un vecchio ulivo, contorto come dall’ansia. Tra le sue foglie trombettano piccoli pennuti microscopici d’un jazz simile al grigio scuro, quasi nero, quasi libero. E poi i riflessi dei semafori e dei lampioni sulla strada bagnata, danno la sensazione di un infinità percorribile a piedi, sulla quale poter camminare come sospesi nel mezzo. In lontananza, dopo i cavi dell’alta tensione, dopo le rotaie e i vagabondi con le coperte per bambini, coricati, ci sono i monti pallidi e cubici che concludono il perimetro. Bianchi e sporchi, con centinaia di finestre e piccole persone al loro interno. Con i polpastrelli sorreggo il mio prossimo tiro, guardando in là, in quest’aria così densa, e penso a quella piccola personalità che seduce ogni mio desiderio di aprire gli occhi alla realtà. Ed un vecchio cappotto non può fare la differenza, ho freddo, le mie mani sono afflitte e toccheranno la mia apparente morte prima di me, retratte nelle maniche. Poi fumo divampa e in strano modo il pensiero, in forma di persona minuscola, gattona tra le mie razioni di lucidità, nell’intruglio della follia, aggrovigliato tra i peli della mia barba. Il ticchettio delle suole frenetico ed interminabile forma quasi un eco, mentre la persona di fronte a me ripete i miei movimenti in una vetrina di cianfrusaglie. Mi dico che ha un brutto aspetto, assomiglia più ad un insetto con abito e sigaretta e nient’altro.

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